IIl prossimo governo non prevede un ministero dedicato alla ricerca e alle Università?

Aprile 24, 2008

Il prossimo governo non prevede un ministero della ricerca? Allarme nella comunità scientifica dell’aerospazio. Chiesto un incontro al nuovo premier quando sarà in carica.

Commenti preoccupati e perplessità hanno manifestato i presidenti degli enti di ricerca all’ipotesi che nel nuovo governo non ci sarà uno specifico ministero dedicato alla ricerca e alle Università.

Spero - ha detto sconfortato il presidente dell’ASI, Giovanni Bignami - che le richieste che vengono dal mondo della ricerca possano comunque trovare ascolto nel Consiglio dei Ministri».

I presidenti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Roberto Petronzio, dell’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente (ENEA), Luigi Paganetto, e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Giovanni Fabrizio Bignami chiedono un incontro con il prossimo Presidente del Consiglio, una volta insediato : «Un incontro mirato perché, programmi di ricerca alla mano, il Governo prenda visione direttamente di come il lavoro dei loro Enti e dei loro ricercatori può portare sviluppo e competizione tecnologica e d’impresa all’Italia».

Come Enea - ha detto il presidente Luigi Paganetto - al futuro premier dico che c’e’ una grande opportunità per l’Italia nella sfida tecnologica per l’energia sostenibile ed il contenimento delle emissioni lanciata dall’Europa. Una sfida che si vince con la ricerca che porta innovazione e sviluppo anche al sistema imprenditoriale italiano».

Tommaso Maccacaro, Il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), - partecipando la scorsa settimana alla conferenza stampa a Roma nella sede dell’Agenzia spaziale italiana (ASI) dove ha illustrato e commentato i positivi risultati conseguiti nel suo primo anno di operatività dal satellite per astronomia in raggi gamma Agile - non ha nascosto che «C’è dunque soddisfazione per quello che si è fatto ma è diffusa la preoccupazione per come fare a mantenere questi livelli di eccellenza». «Mancano i finanziamenti per la ricerca - ha proseguito Maccacaro – e siamo strangolati dall’aumento delle spese fisse».

Sullo stesso tono l’intervento di Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto  Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), secondo il quale «la ricerca italiana negli ultimi anni ha visto una diminuzione dei fondi dell’ordine del 10-20 per cento, mentre gli altri paesi hanno aumentato i loro investimenti in ricerca, non solo quelli emergenti, ma anche e soprattutto quelli europei come la Germania dove il ministro della ricerca ha garantito un aumento del 3% all’anno».

Da parte sua Bignami ha rilevato come «Le attività spaziali non solo portano la bandiera italiana ai livelli più alti, ma con le attività di osservazione della terra dallo spazio si migliora la comprensione del pianeta in cui viviamo e dello spazio profondo. Tutte attività che si realizzano con tutti i calibri dell’impresa nazionale, dalla più grande, che dobbiamo riportare in Italia, alle piccole e medie imprese». Il presidente dell’ASI ricorda ancora che «lo sviluppo del Paese», passa anche attraverso le attività spaziali, che «i nostri astronauti hanno portato l’Italia nel mondo» e che «negli ultimi dodici mesi l’Italia ha messo in orbita tre satelliti interamente nazionali ad altissima tecnologia, per l’osservazione della Terra e dell’universo profondo» e «ha contribuito con tre lanci alla costruzione della Stazione spaziale, dove il volume abitato dagli astronauti, anche italiani, è per il 40% made in Italy».

La richiesta al nuovo premier, sottolineano i presidenti ASI, INFN ed ENEA, è fatta «in maniera assolutamente bipartisan perchè la scienza ed il progresso sono un bene di tutti» e per chiedere «più fondi per la ricerca, ma soprattutto, che ponga finalmente le condizioni per un sistema ricerca italiano forte e strategico».

 


CIRA: fermato conto alla rovescia USV.

Aprile 24, 2008
22 aprile 2008  CIRA: fermato conto alla rovescia USV. A Tortolì è stato fermato il conto alla rovescia per il lancio di Polluce, il secondo laboratorio volante del programma USV. Il CIRA ha bloccato il conto alla rovescia ad H-40, cioè 40 ore prima del lancio del Polluce e ha dichiarato ufficialmente la chiusura della prima campagna di lancio di quest’anno del suo USV. L’evoluzione delle condizioni dei venti al suolo e del mare per il 23 aprile, diversa da quanto previsto.
Nonostante la proroga delle autorizzazioni al volo da parte di ENAC e del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ), la finestra di volo si stava ormai avvicinando al termine ultimo concesso. Il sopraggiungere di alcuni problemi di carattere logistico - in particolare l’indisponibilità della gru di lancio, impegnata in altra attività già a partire dal 24 aprile - ha infine indotto a chiudere questa campagna di lancio. Nei prossimi giorni si lavorerà per pianificare le attività con l’obiettivo di effettuare il lancio della missione DTFT-2 nel corso della prossima finestra di lancio che si aprirà a metà ottobre 2008. 

22 aprile 2008


Aerospazio Campania. Napoli perde la sessione estiva dello Space Studies Program (Ssp).

Aprile 24, 2008
Gli organizzatori spostano in Spagna a Barcellona l’evento che questa estate doveva svolgersi a Napoli.. Ssp (Space Study program) è un programma internazionale di studi per professionisti e giovani laureati provenienti dalle Università e dalle aziende che operano nel settore dell’aerospazio.

Ogni anno la sessione estiva è organizzata in una città scelta tra quelle che presentano preesistenze significative nel mondo delle imprese, della ricerca e dell’università. L’edizione precedente è stata organizzata a Pechino e nel 2008 per la prima volta si sarebbe dovuta tenuta nel nostro Paese. Napoli capitale dell’aerospazio. segue

17 aprile 2008  Superjet 100: primo volo slitta a maggio. Il ministro russo dell’Energia e Industria Viktor Khristenko ha riferito al governo che il primo volo del bireattore regionale Superjet 100 slitterà al mese di maggio. Lo riferisce Flight, che aggiunge che l’aereo dovrebbe comunque ottenere entro l’anno la certificazione secondo lo standard russo AP-25, alla quale dovrebbe seguire nel 2009 quella europea EASA. Fino a Sukhoi aveva detto di credere di poter volare entro aprile. Al progetto partecipa l’Italia attraverso Alenia Aeronautica.

19 aprile 2008 -